È con profonda gratitudine e grande umiltà che accetto la vostra nomination per la presidenza degli Stati Uniti.Lasciate anzitutto che ringrazi i miei avversari nelle primarie e in particolare colei che più a lungo mi ha conteso la vittoria – un faro per i lavoratori americani e fonte di ispirazione per le mie figlie e le vostre – Hillary Rodham Clinton. Grazie anche al presidente Clinton e a Ted Kennedy, che incarna lo spirito di servizio, e al prossimo vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden.
Il mio amore va alla prossima First Lady, Michelle Obama e a Sasha e Malia. Vi amo e sono fiero di voi. Quattro anni fa vi ho raccontato la mia storia, la storia di una breve unione tra un giovane del Kenya e una giovane del Kansas, persone qualunque e non ricche, ma che condividevano la convinzione che in America il loro figliolo potesse realizzare i suoi sogni. È questa la ragione per cui mi trovo qui stasera. Perchè per 230 anni ogni qual volta questo ideale americano e’ stato minacciato, gli uomini e le donne di questo Paese – studenti e soldati, contadini e insegnanti, infermieri e bidelli – hanno trovato il coraggio di difenderlo.
Attraversiamo un momento difficile, un momento in cui il Paese e’ in guerra, l’economia e’ in crisi e il sogno americano e’ stato ancora una volta minacciato. Oggi molti americani sono disoccupati e moltissimi sono costretti a lavorare di più per un salario inferiore. Molti di voi hanno perso la casa. Questi problemi non possono essere tutti imputati al governo. Ma la mancata risposta e’ il prodotto di una politica fallimentare e delle pessime scelte di George W. Bush. L’America è migliore della nazione che abbiamo visto negli ultimi otto anni.
Il nostro Paese è più generoso di quello in cui un uomo in Indiana deve imballare i macchinari con i quali lavora da venti anni e vedere che vengono spediti in Cina e poi con le lacrime agli occhi deve tornare a casa e spiegare alla famiglia cosa è successo. Abbiamo più cuore di un governo che abbandona i reduci per le strade, condanna le famiglie alla povertà e assiste inerme alla devastazione di una grande città americana a causa di un nubifragio. Stasera agli americani, ai democratici, ai repubblicani, agli indipendenti di ogni parte del Paese dico una cosa sola: basta! Abbiamo l’occasione di rilanciare nel ventunesimo secolo il sogno americano. Siamo qui stasera perchè amiamo il nostro Paese e non vogliamo che i prossimi quattro anni siano come gli otto che abbiamo alle spalle.
Ma non voglio essere frainteso. Il candidato repubblicano, John McCain, ha indossato la divisa delle forze armate degli Stati Uniti con coraggio e onore e per questo gli dobbiamo gratitudine e rispetto. Ma i precedenti sono chiari: John McCain ha votato per George Bush il 90% delle volte. Al senatore McCain piace parlare di giudizio, ma di quale giudizio parla visto che ha ritenuto che George Bush avesse ragione più del 90% delle volte? Non so come la pensate, ma a me il 10% non basta per cambiare le cose.
La verità è che su tutta una serie di questioni che avrebbero potuto cambiare la vostra vita – dall’assistenza sanitaria all’istruzione e all’economia – il senatore McCain non è stato per nulla autonomo. Ha detto che l’economia ha fatto «grandi progressi» sotto la presidenza Bush. Ha detto che i fondamentali dell’economia sono a posto. Ha detto che soffrivamo unicamente di una «recessione mentale» e che siamo diventati una «nazioni di piagnucoloni». Una nazione di piagnucoloni. Andatelo a dire ai metalmeccanici del Michigan che hanno volontariamente deciso di lavorare di piu’ per scongiurare la chiusura della fabbrica automobilistica. Ditelo alle famiglie dei militari che portano il loro peso in silenzio. Questi sono gli americani che conosco.
McCain sarà in buona fede ma non sa come stanno le cose. Altrimenti come avrebbe potuto dire che appartengono al ceto medio tutti quelli che guadagnano meno di 5 milioni di dollari l’anno? Come avrebbe potuto proporre centinaia di miliardi di sgravi fiscali per le grandi aziende e per le compagnie petrolifere e nemmeno un centesimo per oltre cento milioni di americani? Da oltre due decenni McCain è fedele alla vecchia e screditata filosofia repubblicana secondo cui bisogna continuare a far arricchire quelli che sono già ricchi nella speranza che qualche briciola di prosperità cada dal tavolo e finisca agli altri. Perdi il lavoro? Pura sfortuna. Non hai assistenza sanitaria? Ci penserà il mercato. Sei nato in una famiglia povera? Datti da fare.
È ora di cambiare l’America. Noi democratici abbiamo del progresso una idea completamente diversa. Per noi progresso vuol dire trovare un lavoro che ti consenta di pagare il mutuo; vuol dire poter mettere qualcosa da parte per mandare i figli all’università. Per noi progresso sono i 23 milioni di nuovi posti di lavoro creati da Bill Clinton quando era presidente. Noi misuriamo la forza dell’economia non in base al numero dei miliardari, ma in base alla possibilità di un cittadino che ha una buona idea di rischiare e avviare una nuova impresa. Vogliamo una economia rispettosa della dignità del lavoro.
I criteri con cui valutiamo lo stato di salute dell’economia sono quelli che hanno reso grande questo Paese e che mi consentono di essere qui stasera. Perchè nei volti dei giovani reduci dell’Iraq e dell’Afghanistan vedo mio nonno che andò volontario a Pearl Harbour, combattè con il generale Patton e fu ricompensato da una nazione capace di gratitudine con la possibilità di andare all’università. Nel volto del giovane studente che dorme appena tre ore per fare il turno di notte vedo mia madre che ha allevato da sola mia sorella e me e contemporaneamente ha finito gli studi. Quando parlo con gli operai che hanno perso il lavoro penso agli uomini e alle donne del South Side di Chicago che venti anni fa si batterono con coraggio dopo la chiusura dell’acciaieria.
Ignoro che idea abbia McCain della vita che conducono le celebrità, ma questa è stata la mia vita. Questi sono i miei eroi. Queste sono le vicende che mi hanno formato. Intendo vincere queste elezioni per rilanciare le speranze dell’America. Ma quali sono queste speranze? Che ciascuno possa essere l’artefice della propria esistenza trattando gli altri con dignità e rispetto. Che il mercato premi il talento e l’innovazione e generi crescita, ma che le imprese si assumano le loro responsabilità e creino posti di lavoro. Che il governo, pur non potendo risolvere tutti i problemi, faccia quello che non possiamo fare da soli: proteggerci e garantire una istruzione a tutti i bambini; preoccuparsi dell’ambiente e investire in scuole, strade, scienza e tecnologia.
Il governo deve lavorare per noi, non contro di noi. Deve garantire le opportunità non solo ai più ricchi e influenti, ma a tutti gli americani che hanno voglia di lavorare. Sono queste le promesse che dobbiamo mantenere. È questo il cambiamento di cui abbiamo bisogno. E sul tipo di cambiamento che auspico quando sarò presidente voglio essere molto chiaro.
Cambiamento vuol dire un sistema fiscale che non premi i lobbisti che hanno contribuito a farlo approvare, ma i lavoratori americani e le piccole imprese. Il mio programma prevede tagli fiscali del 95% a beneficio delle famiglie dei lavoratori. In questa situazione economica l’ultima cosa da fare e’ aumentare le tasse che colpiscono il ceto medio. E per l’economia, per la sicurezza e per il futuro del pianeta prendo un impegno preciso: entro dieci anni sarà finita la nostra dipendenza dal petrolio del Medio Oriente. Da presidente sfrutterò le nostre riserve di gas naturale, investirò nel carbone pulito e nel nucleare sicuro. Inoltre investirò 150 miliardi di dollari in dieci anni sulle fonti energetiche rinnovabili: energia eolica, energia solare, biocombustibili. L’America deve pensare in grande.
È giunto il momento di tenere fede all’obbligo morale di garantire una istruzione adeguata a tutti i bambini. Assumerò un esercito di nuovi insegnanti pagandoli meglio e appoggiandoli nel loro lavoro. È giunto il momento di garantire l’assistenza sanitaria a tutti gli americani. È giunto il momento di garantire ai lavoratori il congedo per malattia retribuito perché in America nessuno dovrebbe scegliere tra mantenere il lavoro o prendersi cura di un figlio o di un genitore ammalato. È giunto il momento di realizzare la parità salariale tra uomini e donne perché voglio che le mie figlie abbiano esattamente lo stesso trattamento dei vostri figli.
Molti di questi programmi richiederanno grossi investimenti ma ho previsto la copertura finanziaria per ogni progetto di riforma. Ma realizzare le speranze americane comporta qualcosa di più del denaro. Comporta senso di responsabilità e la riscoperta di quella che John F. Kennedy definì «la forza morale e intellettuale». Ma il governo non può fare tutto. Nessuno può sostituire i genitori. Il governo non può spegnere il televisore nelle vostre case per far fare i compiti ai figli e non è mpito del governo allevare i figli con amore. Responsabilità personale e collettiva: è questo il senso delle speranze americane.
Ma i valori dell’America vanno realizzati non solo in patria, ma anche all’estero. John McCain dubita delle mie capacità di fare il comandante in capo. Mi ha sfidato a sostenere un dibattito televisivo su questo tema. Non mi tirerò indietro. Dopo l’11 settembre mi sono opposto alla guerra in Iraq perché ritenevo che ci avrebbe distratto dalle vere minacce. John McCain ama ripetere che è disposto a seguire bin Laden fino alle porte dell’inferno, ma in realtà non vuole andare nemmeno nella grotta in cui vive. L’Iraq ha un avanzo di bilancio di 79 miliardi di dollari mentre noi sprofondiamo nel deficit eppure John McCain, testardamente, si rifiuta di mettere fine a questa guerra insensata. Abbiamo bisogno di un presidente capace di affrontare le minacce del futuro e non aggrappato alle idee del passato. Non si smantella una rete terroristica che opera in 80 Paesi occupando l’Iraq. Non si protegge Israele e non si dissuade l’Iran facendo i duri a parole a Washington. Non si può fingere di stare dalla parte della Georgia dopo aver logorato i rapporti con i nostri alleati storici. Se John McCain vuol continuare sulla falsariga di Bush, quella delle parole dure e delle pessime strategie, faccia pure, ma non è il cambiamento che serve agli americani.
Siamo il partito di Roosevelt Siamo il partito di Kennedy. E quindi non venitemi a dire che i democratici non difenderanno il nostro Paese. Come comandante in capo non esiterò mai a difendere questa nazione. Metterò fine alla guerra in Iraq in maniera responsabile e combatterò contro Al Qaeda e i talebani in Afghanistan. Rimetterò in piedi l’esercito. Ma farò nuovamente ricorso alla diplomazia per impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari e per contenere l’aggressività russa. Creerò nuove alleanze per vincere le sfide del ventunesimo secolo: terrorismo e proliferazione nucleare; povertà e genocidio; cambiamento climatico e malattie. E ripristinerò la nostra reputazione morale perchè l’America torni ad essere per tutti il faro della speranza, della libertà, della pace e di un futuro migliore. È questo il mio programma.
Sono tempi duri, la posta in gioco è troppo alta perchè si continui a demonizzare l’avversario. Il patriottismo non ha bandiere di partito. Amo questo Paese, ma lo ama anche John McCain. Gli uomini e le donne che si battono sui campi di battaglia possono essere democratici, repubblicani o indipendenti, ma hanno combattuto insieme e spesso sono morti insieme per amore della stessa bandiera. Il compito che ci aspetta non è facile. Le sfide che dobbiamo affrontare comportano scelte difficili e sia i democratici che i repubblicani debbono abbandonare le vecchie, logore idee e la politica del passato. Negli ultimi otto anni non abbiamo perso solamente posti di lavoro o potere d’acquisto; abbiamo perso il senso dell’unità di intenti.
Possiamo non essere d’accordo sull’aborto, ma certamente tutti vogliamo ridurre il numero delle gravidanze indesiderate. Il possesso delle armi da fuoco non è la stessa cosa per i cacciatori dell’Ohio e i cittadini di Cleveland minacciati dalle bande criminali, ma non venitemi a dire che violiamo il secondo emendamento della Costituzione se impediamo ai criminali di girare con un kalashnikov. So che ci sono divergenze sul matrimonio gay, ma sono certo che tutti siamo d’accordo sul fatto che i nostri fratelli gay e le nostre sorelle lesbiche hanno il diritto di fare visita in ospedale alla persona che amano e hanno il diritto a non essere discriminati. Una grande battaglia elettorale si vince sulle piccole cose.
So di non essere il candidato più probabile per questa carica. Non ho il classico pedigree e non ho passato la vita nei Palazzi di Washington. Ma stasera sono qui perchè in tutta l’America qualcosa si sta muovendo. I cinici non capiscono che questa elezione non riguarda me. Riguarda voi. Per 18 mesi vi siete impegnati e battuti e avete diffusamente parlato della politica del passato. Il rischio maggiore è aggrapparsi alla vecchia politica con gli stessi vecchi personaggi e sperare che il risultato sia diverso. Avete capito che nei momenti decisivi come questo il cambiamento non viene da Washington. È Washington che bisogna cambiare. Il cambiamento lo chiedono gli americani.
Ma sono convinto che il cambiamento di cui abbiamo bisogno è alle porte. L’ho visto con i miei occhi. L’ho visto in Illinois dove abbiamo garantito l’assistenza sanitaria ai bambini e dato un posto di lavoro a molte famiglie che vivevano con il sussidio di disoccupazione. L’ho visto a Washington quando con esponenti di entrambi i partiti ci siamo battuti contro l’eccessiva invadenza dei lobbisti e quando abbiamo presentato proposte a favore dei reduci. E l’ho visto nel corso di questa campagna elettorale. L’ho visto nei giovani che hanno votato per la prima volta, nei repubblicani che non avrebbero mai pensato di poter scegliere un democratico, nei lavoratori che hanno scelto di auto-ridursi l’orario di lavoro per non far perdere il posto ai compagni, nei soldati che hanno perso un arto, nella gente che accoglie in casa un estraneo quando c’è un uragano o una inondazione.
Il nostro è il Paese più ricco della terra, ma non è questo che ci rende ricchi. Abbiamo l’esercito più potente del mondo, ma non è questo che ci rende forti. Le nostre università e la nostra cultura sono l’invidia del mondo, ma non è per questo che gente di ogni parte del mondo viene in America. È lo spirito americano – quella promessa americana – che ci spinge ad andare avanti anche quando il cammino sembra incerto. Quella promessa è il nostro grande patrimonio. È la promessa che faccio alle mie figlie quando rimbocco loro le coperte la sera, la promessa che ha indotto gli immigranti ad attraversare gli oceani e i pionieri a colonizzare il West, la promessa che ha spinto i lavoratori a lottare per i loro diritti scioperando e picchettando le fabbriche e le donne a conquistare il diritto di voto. È la promessa che 45 anni fa fece affluire milioni di americani a Washington per ascoltare le parole e il sogno di un giovane predicatore della Georgia.
Gli uomini e le donne lì riuniti avrebbero potuto ascoltare molte cose. Avrebbero potuto ascoltare parole di rabbia e di discordia. Avrebbero potuto cedere alla paura e alla frustrazione per i tanti sogni infranti. Ma invece ascoltarono parole di ottimismo, capirono che in America il nostro destino è inestricabilmente legato a quello degli altri e che insieme possiamo realizzare i nostri sogni. «Non possiamo camminare da soli», diceva con passione il predicatore. «E mentre camminiamo dobbiamo impegnarci ad andare sempre avanti e a non tornare indietro». America, non possiamo tornare indietro. C’è molto da fare. Ci sono molti bambini da educare e molti reduci cui prestare assistenza. Ci sono una economia da rilanciare, città da ricostruire e aziende agricole da salvare. Ci sono molte famiglie da proteggere. Non possiamo camminare da soli. In questa campagna elettorale dobbiamo prendere nuovamente l’impegno di guardare al futuro. Manteniamo quella promessa – la promessa americana. Grazie. Che Dio vi benedica. Che Dio benedica gli Stati Uniti d’America.
Traduzione di Carlo Antonio Biscotto
"I have a dream"
(di Martin Luter King)
Sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia del nostro paese. Cento anni fa un grande americano, alla cui ombra ci leviamo oggi, firmò il Proclama sull’Emancipazione. Questo fondamentale decreto venne come un grande faro di speranza per milioni di schiavi negri che erano stati bruciati sul fuoco dell’avida ingiustizia. Venne come un’alba radiosa a porre termine alla lunga notte della cattività.
Ma cento anni dopo, il negro ancora non è libero; cento anni dopo, la vita del negro è ancora purtroppo paralizzata dai ceppi della segregazione e dalle catene della discriminazione; cento anni dopo, il negro ancora vive su un’isola di povertà solitaria in un vasto oceano di prosperità materiale; cento anni dopo; il negro langue ancora ai margini della società americana e si trova esiliato nella sua stessa terra.
Per questo siamo venuti qui, oggi, per rappresentare la nostra condizione vergognosa. In un certo senso siamo venuti alla capitale del paese per incassare un assegno. Quando gli architetti della repubblica scrissero le sublimi parole della Costituzione e la Dichiarazione d’Indipendenza, firmarono un "pagherò" del quale ogni americano sarebbe diventato erede. Questo "pagherò" permetteva che tutti gli uomini, si, i negri tanto quanto i bianchi, avrebbero goduto dei principi inalienabili della vita, della libertà e del perseguimento della felicità.
E’ ovvio, oggi, che l’America è venuta meno a questo "pagherò" per ciò che riguarda i suoi cittadini di colore. Invece di onorare questo suo sacro obbligo, l’America ha consegnato ai negri un assegno fasullo; un assegno che si trova compilato con la frase: "fondi insufficienti". Noi ci rifiutiamo di credere che i fondi siano insufficienti nei grandi caveau delle opportunità offerte da questo paese. E quindi siamo venuti per incassare questo assegno, un assegno che ci darà, a presentazione, le ricchezze della libertà e della garanzia di giustizia.
Siamo anche venuti in questo santuario per ricordare all’America l’urgenza appassionata dell’adesso. Questo non è il momento in cui ci si possa permettere che le cose si raffreddino o che si trangugi il tranquillante del gradualismo. Questo è il momento di realizzare le promesse della democrazia; questo è il momento di levarsi dall’oscura e desolata valle della segregazione al sentiero radioso della giustizia.; questo è il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell’ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza; questo è il tempo di rendere vera la giustizia per tutti i figli di Dio. Sarebbe la fine per questa nazione se non valutasse appieno l’urgenza del momento. Questa estate soffocante della legittima impazienza dei negri non finirà fino a quando non sarà stato raggiunto un tonificante autunno di libertà ed uguaglianza.
Il 1963 non è una fine, ma un inizio. E coloro che sperano che i negri abbiano bisogno di sfogare un poco le loro tensioni e poi se ne staranno appagati, avranno un rude risveglio, se il paese riprenderà a funzionare come se niente fosse successo.
Non ci sarà in America né riposo né tranquillità fino a quando ai negri non saranno concessi i loro diritti di cittadini. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia.
Ma c’è qualcosa che debbo dire alla mia gente che si trova qui sulla tiepida soglia che conduce al palazzo della giustizia. In questo nostro procedere verso la giusta meta non dobbiamo macchiarci di azioni ingiuste.
Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell’anima.
Questa meravigliosa nuova militanza che ha interessato la comunità negra non dovrà condurci a una mancanza di fiducia in tutta la comunità bianca, perché molti dei nostri fratelli bianchi, come prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino è legato col nostro destino, e sono giunti a capire che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà. Questa offesa che ci accomuna, e che si è fatta tempesta per le mura fortificate dell’ingiustizia, dovrà essere combattuta da un esercito di due razze. Non possiamo camminare da soli.
E mentre avanziamo, dovremo impegnarci a marciare per sempre in avanti. Non possiamo tornare indietro. Ci sono quelli che chiedono a coloro che chiedono i diritti civili: "Quando vi riterrete soddisfatti?" Non saremo mai soddisfatti finché il negro sarà vittima degli indicibili orrori a cui viene sottoposto dalla polizia.
Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri corpi, stanchi per la fatica del viaggio, non potranno trovare alloggio nei motel sulle strade e negli alberghi delle città. Non potremo essere soddisfatti finché gli spostamenti sociali davvero permessi ai negri saranno da un ghetto piccolo a un ghetto più grande.
Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro dignità da cartelli che dicono:"Riservato ai bianchi". Non potremo mai essere soddisfatti finché i negri del Mississippi non potranno votare e i negri di New York crederanno di non avere nulla per cui votare. No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente.
Non ha dimenticato che alcuni di voi sono giunti qui dopo enormi prove e tribolazioni. Alcuni di voi sono venuti appena usciti dalle anguste celle di un carcere. Alcuni di voi sono venuti da zone in cui la domanda di libertà ci ha lasciato percossi dalle tempeste della persecuzione e intontiti dalle raffiche della brutalità della polizia. Siete voi i veterani della sofferenza creativa. Continuate ad operare con la certezza che la sofferenza immeritata è redentrice.
Ritornate nel Mississippi; ritornate in Alabama; ritornate nel South Carolina; ritornate in Georgia; ritornate in Louisiana; ritornate ai vostri quartieri e ai ghetti delle città del Nord, sapendo che in qualche modo questa situazione può cambiare, e cambierà. Non lasciamoci sprofondare nella valle della disperazione.
E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.
Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.
Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.
Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!.
Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud.
Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.
Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà; e se l’America vuole essere una grande nazione possa questo accadere.
Risuoni quindi la libertà dalle poderose montagne dello stato di New York.
Risuoni la libertà negli alti Allegheny della Pennsylvania.
Risuoni la libertà dalle Montagne Rocciose del Colorado, imbiancate di neve.
Risuoni la libertà dai dolci pendii della California.
Ma non soltanto.
Risuoni la libertà dalla Stone Mountain della Georgia.
Risuoni la libertà dalla Lookout Mountain del Tennessee.
Risuoni la libertà da ogni monte e monticello del Mississippi. Da ogni pendice risuoni la libertà.
E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, cattolici e protestanti, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual: "Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente".
L'ottavo giorno dell'ottavo mese dell'ottavo anno di questo millennio, l'8 agosto 2008, incominciano a Pechino i Giochi della XXIX Olimpiade dell'era moderna. Questa concatenazione di numeri è stata espressamente voluta dagli organizzatori cinesi dato che in Cina l'8 è considerato un numero fortunato. E di buoni auspici ha certo bisogno questa edizione dei Giochi, non tanto e non solo per quanto rappresenta in termini sportivi, ma per il suo significato sociopolitico generale, perché "la Cina oramai è aperta", come ha detto lunedì scorso il cardinale Tarcisio Bertone, rifacendosi a quanto affermato dal Papa nell'Angelus del giorno prima a Bressanone. Su questa impostazione concordano le dichiarazioni dei massimi rappresentanti sia del Governo cinese sia dello sport mondiale. "Continueremo a perseguire riforme complessive, comprese riforme del sistema politico". In questo modo, pesando le parole una ad una, il presidente cinese Hu Jintao ha spiegato nei giorni scorsi che la Cina vede questa Olimpiade come un momento di passaggio verso aperture più importanti, "... accelerare la costruzione di un Paese moderno, realizzare il grande rinascimento dei cinesi e cercare un progresso pacifico, una coesistenza amichevole e uno sviluppo armonioso con i popoli del mondo". Hu ha sottolineato che questi Giochi appartengono al "popolo cinese e più significativamente ai popoli di tutto il mondo" e che il Governo ha lavorato con sincerità per onorare gli impegni presi con il Comitato internazionale olimpico (Cio), ma anche "perché la Cina cresca nel futuro". Nelle stesse ore, il Comitato olimpico di Pechino 2008 ha annunciato che erano stati sbloccati molti dei siti internet normalmente oscurati in Cina. Ne rimangono però oscurati diversi, come quello della setta anticomunista dei Falungong o quelli di alcuni gruppi di tibetani in esilio, ostili al Governo di Pechino. Secondo l'associazione della stampa estera a Pechino, le condizioni "sufficienti e convenienti" di accesso a internet offerte dal Governo, sono al di sotto della promessa fatta al Comitato olimpico internazionale (Cio) di "completa libertà" alla stampa. Nel 2001, quando la Cina ottenne l'assegnazione delle Olimpiadi del 2008, Wang Wei, Segretario generale del Comitato promotore di Pechino 2008, affermò: "Garantiremo completa libertà d'informazione. Abbiamo fiducia nel fatto che i Giochi non solo promuoveranno la nostra economia, ma miglioreranno tutte le condizioni sociali, compresa l'educazione, la salute e i diritti umani". In merito, tuttavia, le principali organizzazioni internazionali per la tutela dei diritti dell'uomo avanzano riserve. La città che ospita i giochi è diversa da quella conosciuta da abitanti e visitatori fino ad appena un paio di anni fa. I 31 impianti delle gare - con in testa lo stadio "Nido d'uccello" da centomila posti, già diventato il simbolo di questa Olimpiade, e il palazzetto del nuoto ricoperto di pannelli lucidi gonfiabili - sono pronti; tre nuove reti metropolitane sono state disegnate, finanziate e realizzate a tempo record e trasportano milioni di persone dal nord al sud e dall'est all'ovest della sconfinata metropoli; il terzo terminal dell'aeroporto è concluso, l'immenso teatro dell'Opera a forma ovoidale è stato inaugurato, così come il grattacielo della televisione di Stato. Quindici architetti internazionali hanno firmato opere urbanistiche che hanno cambiato la capitale dal volto imperiale e feudale, la quadrata e popolare Pechino, in una città diversa, aggressiva, d'avanguardia. A Pechino i cambiamenti sono stati molto più rilevanti che ad Atene, a Sydney, ad Atlanta, a Barcellona o a Los Angeles, precedenti sedi dei Giochi. Ma tutto questo è soprattutto immagine. La sostanza si valuterà una volta spenti i riflettori sulla cerimonia conclusiva dei Giochi. In qualche modo, forse, il modello del prossimo futuro della Cina è però già in questa Olimpiade. Su questioni delicate, ma affrontate in maniera non pregiudizialmente ostile ci può essere apertura, come accade con alcune associazioni internazionali per la tutela dei diritti umani o con la stampa internazionale. Altre, come la vicenda del movimento di Tiananmen nel 1989, sono in una zona di confine. Verso alcuni movimenti o gruppi, come i Falungong o alcune organizzazioni tibetane all'estero, permane chiusura. Di "un evento storico per il movimento olimpico" ha parlato comunque Jacques Rogge, presidente del Cio, aprendo lunedì scorso a Pechino la 120ª sessione dell'assemblea generale dell'organismo. "Il solo fatto che i Giochi arrivino in Cina, il Paese che ospita quasi il 20 per cento della popolazione mondiale, è significativo", ha detto Rogge, evitando di soffermarsi su argomenti "scomodi" e limitandosi a fare riferimento ad "alcune sfide". "Penso che questi Giochi saranno storici - ha ripetuto - e sono fiducioso per il futuro: lasceranno una grande eredità alla Cina. Il ruolo della Cina come organizzatrice delle Olimpiadi ha aperto una finestra sul Paese più popolato del pianeta". Rogge ha quindi diffuso le cifre che fanno di Pechino 2008 un'edizione da record: 205 Nazioni rappresentate, 45 per cento di donne tra gli atleti iscritti, 4500 test antidoping e nuove misure per contrastare il fenomeno delle scommesse clandestine. Anche sul piano propriamente sportivo, la rivelazione "annunciata" è quella dell'irruzione della Cina in modo massiccio nei medaglieri olimpici. Secondo i tecnici, la Cina dovrebbe superare per numero di medaglie d'oro gli Stati Uniti, che hanno monopolizzato tutte le ultime edizioni, quelle seguite alla dissoluzione dell'Unione Sovietica. E molti commentatori negli atleti cinesi ritrovano l'immagine di un Paese moderno che cresce a ritmo vertiginoso.
Il dono d’Amore; La Luce sul Sentiero ;La ricerca di noi stessi. Cercando diligentemente troverai sicuramente ciò che stai cercando,il tuo identificarti con Me, la sorgente di tutta la vita; di tutto il Bene, ma devi dedicare del tempo a cercare. Questo non è qualcosa che ti cadrà in grembo, senza che tu abbia il profondo desiderio di conoscer Mi, di conoscere la verità, di cercare finché scoprirai che cosa questo davvero significa per te. Questa profonda esperienza spirituale di conoscenza interiore viene soltanto a coloro che davvero vogliono realmente conoscere. Perciò non limitarti mai ad un vago interesse per queste esperienze spirituali; renditi conto che una volta che hai cominciato questa ricerca, nulla ti soddisferà finché non avrai trovato ciò che stai cercando: la tua identificazione con Me. Questo è qualcosa che ognuno deve fare per conto proprio. Qualcuno forse potrà indicarti la via, ma dipende da te il fare il resto, dipende da te andare avanti e sperimentarlo interiormente. Finché non cominci a mettere in pratica ciò che stai imparando, in realtà non sai se per te funziona o no . Può funzionare per altri, ma funziona anche per te? Che cosa significa per te vivere in base alla fede, se non fai qualcosa al riguardo e non la metti alla prova? Ricorda che non puoi crogiolarti nelle profonde esperienze spirituali interiori di qualcun altro. È di un certo aiuto leggerne, sapere che esistono ed anche sentirne parlare e parlarne; ma viverle dipende da te così come metterle in pratica nella tua vita, se desideri vivere con lo spirito, vivere con la fede. Tutti sapete questo, ma che cosa state facendo al riguardo? Siete persone che soltanto ascoltano la parola, o realizzatori di essa? Nessuno può farvi vivere questa vita; ogni anima è assolutamente libera di fare la propria scelta. Che cosa hai scelto? Semplicemente adagiarsi e trascorrere il resto della vita ascoltando le esperienze d’altre persone? Oppure intendi cominciare proprio qui e ora vivendo una vita pienamente dedicata a Me, al Mio lavoro, mettendo in pratica tutte le meravigliose lezioni che hai imparato e vedendo come funzionano veramente? La vita è completamente vuota e futile finché non cominci a viverla pienamente e a mettere alla prova ogni cosa, per vedere se questa vita spirituale è veramente pratica e degna di essere vissuta. Comincia fin d'ora a fare qualcosa al riguardo, non sciupare più tempo a parlarne; ci sono fin troppi discorsi ma pochi fatti concreti. Che non si faccia della spiritualità da poltrona; che sia vivente e vibrante, che tutti la possano vedere. Fa che Io veda che tu cominci a vivere la vita ora. Quando sei in sintonia ed in armonia con tutta la vita troverai che nulla può farti del male perché ti fondi perfettamente con la totalità e sei padrone dell'intera situazione. Quando sei disarmonico e c'è resistenza in te, diventi schiavo e perciò ti apri alle forze negative. Infatti, avviene che attiri a te ciò di cui hai paura e ne sei sopraffatto. Non temere nulla. Non c'è nulla da temere quando sei all'unisono con tutta la vita. Ecco perché ti rammento costantemente di essere sempre consapevole di Me e della Mia divina presenza. Quando tutto il tuo essere è pieno di Luce e di Amore, non c'è posto per nessuna negatività; perché luce ed oscurità non possono dimorare insieme come non lo possono amore e paura. L'amore perfetto esclude ogni paura. Qualsiasi cosa intraprendi, non importa quanto pesante o impossibile all'apparenza possa sembrare il compito, fallo senza paura, con la cognizione che non lo stai facendo da solo, ma che Io sono con te sempre. Io ti mostrerò la via e ti mostrerò esattamente come maneggiare tutta la situazione così che si sistemerà e funzionerà perfettamente. Non lasciare mai penetrare alcun dubbio e non guardare mai indietro. Sappi semplicemente che ciò che hai intrapreso è giusto e che ne scaturirà soltanto il meglio. Procedi con fede, fai ciò che senti di dover fare e vedine i perfetti risultati. Come puoi aspettarti che le cose vadano bene e senza intoppi, quando sei pieno di dubbi e tormentato dalla paura? Immediatamente elevi una barriera creando le condizioni sbagliate e provocando così il fallimento. Tutto quanto è frutto delle tue azioni, quindi non cercare attorno a te un capro espiatorio da incolpare, ma guarda dentro te stesso, riconosci dove hai sbagliato e poi fai qualcosa al riguardo. Nori lasciarti mai andare a crogiolarti negli insuccessi, negli errori, nel dolore ed a farti abbattere dall'autocommiserazione. Infelice è colui che si commisera e permette all'autocommiserazione di insinuarsi nella sua vita e così di dominarla. Rifletti sui tuoi sbagli ed insuccessi, impara da essi, sii deciso a non rifare gli stessi errori; e poi va avanti, ringraziando sempre per tutte le cose meravigliose di cui sei dotato: la vita,la bellezza intorno a te,gli amici,il respiro stesso che respiri,ogni cosa che ti circonda. Renditi conto sempre di più di quanto possentemente tu sei benedetto e di quanto tu debba essere grato al Creatore. Facendo così, tutti i sentimenti egoistici e di autocommiserazione spariranno completamente, perché il tuo cuore sarà pieno di amore e di gratitudine e tu sarai in sintonia con Me e tutto andrà bene. riversa tutto il tuo essere in tutto quello che fai,fallo comunque con tutto il cuore,con vera gioia e amore, ed a Mio onore e gloria. Vedrai i meravigliosi risultati perché,come può essere altrimenti,quando ogni cosa è fatta nell'amore più puro? Fluisci con i ritmi della natura, non contro di essi; sono ritmi perfetti e nulla è fuori tempo, fuori stagione, fuori posto; c'è un posto per ogni cosa e ogni cosa è al posto giusto. La pace e l'armonia sono sovrane ed il Mio regno è venuto. Io guiderò e dirigerò la tua vita intera quando Me lo permetterai. Quando sarai disposto ad abbandonarti totalmente a Me non tirandoti indietro; ogni tua necessità sarà prodigiosamente soddisfatta e la tua vita fluirà nella ricchezza ricercata. Nulla in te arresterà quel flusso di abbondanza poiché tu apri gli sbarramenti delle dighe quando ti abbandoni a Me. Non lasciare che la paura ti blocchi; non hai nulla da perdere e tutto da guadagnare se soltanto ti rendi conto di questo e ti abbandoni completamente nelle Mie mani. L'amore perfetto esclude ogni paura. Non puoi avere paura di Me ed amarMi nello stesso tempo perché l'amore e la paura non possono andare di pari passo. Sono come l'olio e l'acqua, che non si mescolano, quindi trasforma la paura in amore e vedrai in che modo meraviglioso fluirà la tua vita e come ogni cosa andrà perfettamente a posto. La paura è il più grande impedimento nella vita,perciò prima te ne libererai, meglio sarà. Ricorda che eliminare la paura non è sufficiente,devi poi riempire il vuoto con l'Amore e ancora amore finché dentro di te ci saràtanto Amore da non lasciar più posto per nient'altro. Potrò allora agire senza impedimenti e le Mie meraviglie e la Mia gloria potranno manifestarsi prendendo forma nella tua vita. Fai un passo alla volta per entrare in questo ritmo. Assorbilo con tutto il tuo essere, finché diventerà parte di te e vibrerai con il ritmo di tutta la vita comprendendo il significato della totalità, provando l'esperienza di essere in sintonia con tutto il creato e quindi in sintonia con Me. Io sono il creatore di tutta la creazione, Io sono la totalità della vita. Eleva la tua consapevolezza, espandila, renditi conto che Io sono dentro ciascuno, che questa totalità è dentro di te e che nulla può sottrarti alla magnificenza del tutto, eccetto la tua limitata consapevolezza. Lasciala andare, lasciala espandere e non permettere a nulla di arrestare quell'espansione della consapevolezza finché tu possa accettare che Io sono in te e tu sei in Me : Non limitarti a giocare con questa idea,ma afferrala veramente, accettala ed interiorizzala. Non puoi entrare nel nuovo finché non lasci il vecchio. Ci sono ancora troppi umani che giocano solo con l'idea dell'unità, della completezza, ma che ancora non sono totalmente disposti ad accettarla come un bisogno ed a tuffarsi dentro con fede, fiducia assoluta e ad accettare la loro unità con Me. Non sprecare più tempo. Tu fallo ora. Il tempo che trascorri con Me ogni mattina ti porta il beneficio per il resto della giornata. Se trascorrerai del tempo in preghiera, in meditazione, nell'ascoltare la Mia parola e a trascriverla nel tuo cuore, comincerai il nuovo giorno in piena vivacità e deciso a fare meglio di ieri e ad godere della Mia parola in ogni cosa. Ogni giorno dovrebbe portarti un passo avanti in questa vita spirituale. Può darsi che tu non sempre veda il passo che è stato compiuto o che perfino non ti renda conto di aver fatto un passo perché è stato molto piccolo ma continuerai ad andare avanti se sei deciso a farlo. Ricorda che dipende sempre da te ogni tua decisione. Se soltanto te ne stai lì a dire che non puoi fare un altro passo avanti, non lo farai. Ma se ogni mattina ti metti in moto deciso a fare la Mia volontà e a seguire le Mie orme, certamente lo farai e avanzerai lungo il sentiero che hai scelto per te, senza mai smettere di lavorare. Non c'è davvero tempo per compiacersi. C'è però sempre spazio per avanzare,per cambiare, ma il farlo dipende da te. Non sei e non sarai mai costretto ad agire, sarai sempre libero di prendere le tue personali decisioni su tutto. Puoi essere aiutato o ti può essere mostrata una via, ma non è detto che tu la prenda. Il passo successivo lungo il sentiero deve essere compiuto con il tuo solo sforzo personale. Quindi non sostare indeciso sulla soglia. Davanti a te c'è un futuro grande, glorioso quindi vai avanti con decisione. Continua a cambiare, ad aprirti come un fiore ai raggi solari del Mio amore e delle Mie direttive. Non opporre resistenza. Cerca costantemente la pace interiore che ti viene da Me.Continua ad innalzarmi.Non lasciami trascinare in basso da nulla. Io sono sempre con te, semplicemente alza il tuo livello di consapevolezza trovaMi e seguiMi. Ogni organo nel corpo ha il proprio posto, e quando funziona come dovrebbe, il corpo è completo e perfetto così, ogni anima ha il proprio posto nello schema totale delle cose e quando ciascuna dà ciò che deve a tutto l'insieme il lavoro procede veramente alla perfezione e c'è armonia, bellezza e ritmo dappertutto. Vivi per il tutto, pensa all'insieme, dai a tutto l'insieme, lavora per la totalità; sentiti nella totalità e diventerai parte cosciente. Tutto funziona in perfetto unisono ed armonia. Trova il tuo sentiero e percorrilo con fede e fiducia assolute. È una follia cercare di camminare sulle orme di qualcun altro e cercare di imitarlo in ciò che sta facendo. Finché non conoscerai il tuo speciale sentiero proverai un sentiero dopo l'altro, cercando, cercando, sempre cercando; ma quando finalmente troverai il tuo sentiero, nulla e nessuno potrà più distoglierti da esso e quel sentiero ti porterà alla meta finale: la realizzazione della tua unione con Me. Dedica del tempo oggi a porti in silenzio e scoprire ciò che devi dare. Renditi conto che occorrono tanti tipi di persone per un'insieme. occorrono tutte le minuscole tessere,per fare un bel mosaico,ogni pezzettino deve inserirsi perfettamente al suo posto, con precisione ed armonia,per creare una splendida Opera. Fate in modo da inserirvi tutti al posto giusto e di funzionare perfettamente con armonia. Si prova vera gioia nel dare e nel trovare il proprio giusto posto. Troppi sono gli individui che si accontentano di star seduti ed accettare ciò che gli altri hanno da dire invece di cercare la verità dentro di sé. Si preferisce leggere e studiare insegnamenti di altri invece di trovare le profonde verità spirituali dentro di sé. Ogni individuo è il microcosmo del macrocosmo. Ogni individuo possiede dentro di sé tutto ciò di cui ha bisogno. Comincia fin d'ora ad attingere da quella infinita eterna sorgente che non conosce né principio né fine. E'soltanto quando ti eserciti a vivere in Mia presenza, quando dedichi del tempo a stare solo con Me, ad ascoltare la Mia quieta piccola voce e ad obbedirle, che tu cominci a comprendere la magnificenza della tua unità con Me e cominci a portare il Mio paradiso giù sulla terra perché tutti lo vedano. Non lo si realizza parlandone, lo si realizza vivendolo e dimostrandolo ricorda una piccola scintilla può far divampare un incendio immane. Una piccola cosa condivisa con un’altra anima può portare luce e conforto dove c’era solo oscurità e disperazione. Agisci in base ad ispirazioni che vengono da dentro di te e non esitare mai, perché si può trattare proprio di quella piccola scintilla che accenderà una luce in un’anima che ne ha grandemente bisogno. Riversa amore in ogni situazione e guarda che cosa succede. Per emanare amore, devi riempire la tua consapevolezza di pensieri amorevoli, positivi, costruttivi; devi trasformare ogni situazione apparentemente negativa in una positiva e farlo velocemente. Quando vedi una pianta avvizzire e morire per mancanza d’acqua e subito le dai da bere, puoi vedere in essa un cambiamento immediato. È così anche per i rapporti umani,quando li vedi tesi e in difficoltà,annaffiali subito con il Mio amore divino assisterai ad una completa trasformazione. Ecco mio caro, le prime parole da scrivere nella piramide che poggia sul Sentiero dell’Eterno, della Luce, della Vita. Ciò che si contrappone a tali insegnamenti è il buio, l’inganno dell’Ego destinato ad essere superato iscrivendolo nella piramide rovesciata. Questa, in tale posizione vacillante, non potrà resistere a lungo. Al primo “alito di vento” indotto dagli eventi, cadrà rovinosamente nella polvere della materialità: dell’illusione. Così sarà per tutto ciò che non risponde al codice della Qualità e dell’Essenziale. Sono certo che tali realtà sono già presenti nel tuo cuore, ma tu, oggi, poggi i piedi dell’anima su di un nuovo piano della spirale evolutiva: il risveglio della coscienza. Per tanto, come ci viene insegnato, non dobbiamo più esserne semplicemente consapevoli e condividerlo: ma viverlo. Se visualizzerai nella nuova consapevolezza, le posizioni delle due piramidi e deciderai per ogni circostanza che la vita ti proporrà, in quale delle due piramidi collocare l’evento che ti coinvolge e quindi agire, tutto fluirà semplicemente, nessun’incertezza per riconoscere la qualità e l’essenziale, oppure l’artificio. In un passo del terzo messaggio di Fatima, la Mamma Celeste, riferendosi ai grandi cambiamenti dei nostri giorni, profetizza: “ciò che è putrido cadrà e mai più si alzerà” Se noi depositeremo nella piramide rovesciata i nostri affanni, le zavorre dell’anima, il putridume del qualunquismo, ciò cadrà e mai più turberà le nostre coscienze ormai rinate nell’Amore e nella realtà che Tutto è Uno! La capacità di saper discernere in ogni momento la natura dell’evento che attraversa la nostra strada, ci renderà liberi, operanti, saggi e propositivi nel processo della Creazione. Compito supremo e mutamento del Sentire indispensabile per i “generatori di cambiamento”. Se proponiamo alla vita, allora sapremo anche quando: sciogliere in Terra, e legare in Cielo. Come vedi, in questa fase della ricerca la chiarezza è di dovere. Accertato e riconosciuto l’esercizio fondamentale delle due piramidi, il suggerimento interiore deve guidare la ricerca. Nessun equivoco dovrà turbarla! La tua ricchezza interiore che si è estesa vivendo con determinazione, doveva essere liberata: era il momento di renderla operativa su di un nuovo piano. Molte altre creature godranno di tale cambiamento: un beneficio per propagazione anche se, in molte circostanze sono ancora confuse. Faciliterai il superamento dello stato confusionale di queste creature, mostrando loro una valida possibilità all’umano esistere. Mai come in questo momento, la supplica sale al Padre Celeste affinché ti doni ogni bene ed ogni felicità. Pace e Amore, meraviglioso Punto di Luce nell’Infinito Creato.